Red Bull Stratos – “Non siamo stati creati per volare, ma abbiamo trovato un modo per compiere il nostro destino”.

Ci sono dei brand che basano le proprie campagne pubblicitarie sulla creatività, altri sulla semplicità, altri si attengono radicalmente ai brief, altri osano e si spingono al limite del senso comune. Altri invece osano e quel limite lo superano, come in questo caso puntando all’impossibile. Osano, rischiano, tentano di raggiungere ciò che mai è stato raggiunto, vogliono essere i primi, i più forti e solo facendo ciò che nessun altro ha mai fatto prima possono riuscirci.
Red Bull finanzia e sponsorizza Felix Baumgartner, il celebre pazzo che si è lanciato, solo qualche mese fa, da 36600 mt di altitudine, superando la barriera del suono, toccando la velocità di 1.342,8 km/h nel quasi vuoto della stratosfera prima di essere rallentato dall’impatto con l’atmosfera durante i 4 minuti e 20 secondi di caduta libera e battendo ogni precedente record stabilito. Al suo apice, otto milioni di spettatori hanno assistito simultaneamente al live della storica missione Red Bull trasmessa in streaming su YouTube, per un totale di 52 milioni di visite nel corso dell’intero evento. Un successone anche sotto il punto di vista mediatico insomma. Dopo uno spettacolo del genere mi vieni in mente solo una cosa, una locuzione latina, una massima d’annunziana: “Memento audere semper”. Red Bull ha osato, Red Bull ha vinto, è entrata nella storia.

Per quanto riguarda l’evento, parto dalla considerazione che questa missione ai confini dello spazio ha richiesto un immenso lavoro organizzativo e dispendioso che si è protratto per oltre cinque anni. Curato perfettamente in tutti i più infimi dettagli. L’obiettivo di Red Bull era di creare un evento virale che riuscisse ad aumentare la notorietà del brand indirizzandolo verso il suo apice. Così è stato, Red Bull ha sicuramente raggiunto uno scalino che non verrà dimenticato.
Voto 10

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